Intervista

ecco, questa mi mancava proprio: click – Buon divertimento!

OLTRE IL NOME E IL COGNOME

BARBARA RISOLI INTERVISTA

PAOLO FEDERICI

Autore de: UNA LABILE TRACCIA INDELEBILE

(genere narrativa ipotetica) – 0111 Edizioni – 2008

1. Uomo dalle mille sfaccettature che neppure conosco tutte: presentatore, recensore, cantante, calciatore e intanto lavori. La domanda nasce spontanea: i tuoi libri li scrivi telepaticamente?

Il tempo è la mia grande ossessione: non ne ho mai abbastanza per fare tutto ciò che vorrei! Nel mio cassetto (anzi, nel mio computer) avrò una decina di libri iniziati … ma mi manca il tempo per finirli. O anche solo per portarmi avanti con le storie che si affollano nel mio cervello. Qualche tempo fa decisi di dedicare il giovedì alla scrittura: anziché venire in ufficio mi sarei ritirato in una specie di eremo a scrivere. Beh, l’ultimo giovedì dedicato alla scrittura ormai risale … all’anno scorso!

2. Non ti chiedo qual è il tuo capolavoro, lo dico io: UNA LABILE TRACCIA INDELEBILE. Poche parole per dirci di cosa parla.

Un po’ tutti i miei libri sono autobiografici (o autoreferenziali, che dir si voglia!). Questo è nato per caso, o forse per sbaglio. Un po’ come tutti i miei libri: quando comincio a scrivere non so mai dove andrò a parare. Partendo dalla confusione sull’attribuzione di un dipinto, ho cominciato a fare ricerche e tutta una serie di combinazioni mi hanno portato a delle conclusioni “incredibili”. Io stesso mi sono meravigliato di quanto ho scoperto. La storia è semplice: partendo da una verità storica (Umberto II, ultimo Re d’Italia, ha lasciato un testamento … controverso) cerco di darne una spiegazione romanzesca. Ma alquanto credibile.

3. Il tuo baluardo è l’ottimismo, chi ha letto i tuoi libri stenta a crederlo. Dove trovi la forza di credere e di non arrenderti mai? Spiega la tua interessante teoria sulle malattie rare.

Il fatto di essere malati, per molti è solo motivo di piangersi addosso. Però c’è anche un vecchio adagio che dice: “se ognuno di noi portasse la propria croce in piazza, dopo aver visto quella degli altri, riporterebbe a casa ancora la propria”. Insomma, tutti noi abbiamo “un bicchiere” riempito a metà: la scelta se vedere il bicchiere mezzo pieno oppure mezzo vuoto è nostra (soggettivamente). Il dato di fatto oggettivo invece non cambia. Ecco, io mi sono dato da fare per cercare il lato positivo anche nel fatto di essere malato! E poiché, nel mio caso, si tratta di malattia genetica, perché non ipotizzare che questa particolare mutazione … non abbia degli aspetti positivi (Darwin … docet!).

4. Siccome lo so, ne voglio parlare. Il viaggi nel tempo sono il tuo sogno proibito. Qualcosa da dire in merito?

Sono sempre stato affascinato da questo particolare settore della fantascienza. Visto che mi piace molto viaggiare e che ho avuto l’opportunità (e la fortuna!) di vedere tanti posti del presente, perché non sognare di vedere anche luoghi del passato o del futuro? Ci sono innumerevoli scoperte ed invenzioni che oggi ci sembrano normali ma che, in passato, erano sembrate impossibili. Magari i viaggi nel tempo fanno parte dei sogni impossibili dell’oggi … e della realtà di domani!

5. Lungimirante o veggente? Sono giorni in cui i Savoia vanno di moda. Come sfrutterai questo colpo di fortuna?

Dal mio punto di vista, non mi sembra che la “moda” dei Savoia sia davvero positiva. Ridursi a fare i ballerini o i cantanti (stonati) non è il massimo per una casa reale. Forse aveva ragione Umberto II … quando (ma qui dovete andarvi a leggere il mio libro!). E’ vero che “qualcuno” sta lavorando per trasformare il mio ultimo libro in un film. Per ora, però, preferisco rimanere con i piedi per terra. Ne riparleremo quando, dopo la “prima”, avrò visto scorrere i titoli di coda!

6. Anche tu grande lettore, come molti scrittori, quali sono i tuoi generi preferiti? E quali proprio non ti attirano?

Leggere è la mia grande passione. Ho cominciato grazie a Calvino ed al suo “Barone Rampante” regalatomi quando avevo otto anni. Oggi supero abbondantemente il libro/settimana. Ho alcuni autori che leggo con passione (grazie al cielo “anche” in lingua originale) e basta visitare la mia pagina su Anobii per trovarli. Andiamo da Daniel Chavarria a Vikas Swarup, da Paul Auster a Jostein Gaarder, da Andrea Camilleri a Marco Buticchi. Quindi romanzi storici, gialli anche d’epoca, racconti filosofici. E poi, ovviamente, la fantascienza: soprattutto, però, per quanto riguarda l’argomento “viaggi nel tempo”. Ma anche saggi, libri di storia, trattati. Perfino i classici (da poco ho riletto “i promessi sposi”, un libro bellissimo! Odiato quando impostomi al liceo e riscoperto in età “matura”). Ciò che proprio NON capisco è il fantasy (mi perdonerà la mia amica Paola!).

7. I nomi non si fanno, ma cosa trovi fuori luogo nella produzione esordiente italiana in campo letterario?

Al giorno d’oggi sembra che ci siano più scrittori che lettori. Ho sentito un calciatore vantarsi, recentemente, per aver scritto più libri (due!) di quelli che aveva letto (solo uno!). Quando vedi che bastano un po’ di comparsate in televisione per diventare “personaggio noto” e quindi vendere libri (altra cosa è poi sapere se chi compra quei libri … li legga anche!) oppure trasformare un periodo passato in carcere nella brutta copia del capolavoro di Silvio Pellico, capisci che scrivere bene e vendere altrettanto bene sono una specie di ossimoro. Esordienti bravi ce ne sono, eccome. A me piace andare alla scoperta di autori assolutamente sconosciuti e quando trovo la perla rara non può che farmi piacere. I grandi autori di grido che vendono solo grazie alle campagne pubblicitarie messe in piedi da chi, con la pubblicità, condiziona la nostra vita … non mi interessano.

8. Dare di piglio al portafoglio. Convinci chi sta visionando questa intervista a leggerti e specialmente a comprarti. Vietate le minacce, ammesse le suppliche. Vai.

Guarda, lo dico francamente: a me non interessa vendere! Tanto è vero che il mio libro (anzi i miei libri) sono tutti scaricabili gratis da internet. Spero solo che chi ha l’occasione di leggere qualcosa di mio, trovi soddisfazione e, mettendo via il libro una volta finito, provi quel senso di appagamento che fa venire la voglia di … leggerne un altro!

Ti ringrazio per la gentilezza.

Intervistatrice: Barbara Risoli

Grazie mille a te.

Ho risposto velocissimamente … primo perché mi piace fare le cose “subito” e poi perché così sono costretto alla massima sincerità, non avendo quasi il tempo per riflettere su ciò che scrivo. Ma questo fa parte della mia indole, dovresti saperlo!

Annunci

3 commenti

Archiviato in cultura, Libri, una labile traccia indelebile

3 risposte a “Intervista

  1. Menzinger

    Anch’io credo che meriti scoprire autori nuovi, fuori dal giro. Queste interviste sono un buon sistema.
    I Savoia mi hanno sempre fatto tristezza.
    Condivido invece l’amore per i viaggi nel tempo. Le ucronie che scrivo del resto sono strettamente imparentate con il genere.
    In bocca al lupo ad entrambi.

  2. PaoloFederici

    ciao Carlo
    grazie della … visita!

  3. RisoliBarbara

    Ciao, Pa! Sei un grande! Perdona la mia assenza, ma ho un periodo terribile! Grazie per Torino, ti ringrazio adesso… sono sempre bei ricordi quelli che restano! Son dovuta correre via senza stringerti la mano… scusa. Un abbraccio forte forte.

e tu che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...