Il Propeller di Milano: più visibilità agli spedizionieri

Convegno Propelleril Propeller Club di Milano, associazione nata nella prima metà del ‘900 per promuovere l’incontro e le relazioni tra persone che gravitano nei trasporti marittimi, terrestri, aerei, ha organizzato uno specialistico convegno per far conoscere al grande pubblico l’attività, ultimamente piuttosto bistrattata, dello SPEDIZIONIERE.
Dopo i saluti del Presidente del Propeller Club di Milano, Erminio Borloni, si è dato l’avvio ai lavori.
Come ci ha spiegato Riccardo Fuochi, presidente di Confapi tra.spe.log., “il trasporto è la base del commercio. Soprattutto con la globalizzazione c’è chi produce (magari in Cina o in India) e chi consuma (spesso in luoghi molto distanti da quelli di produzione, come l’America o l’Europa).
Per questo il trasporto ha una funzione determinante nell’economia mondiale, ed il ruolo centrale è proprio quello dello spedizioniere. Che va visto non come intermediario ma come coordinatore di tutte le fasi del sistema logistico e del trasporto. Ma, soprattutto lo spedizioniere ha la capacità di sopperire alle inefficienza strutturali del sistema che, lasciatemelo dire, in Italia ormai sono davvero troppe:
-Troppa burocrazia
-Troppe complicazioni doganale
-Troppi frazionamenti soprattutto per quanto riguarda il numero dei porti
-Troppi aeroporti e, soprattutto, nessun vero hub (gli “hub” sono Francoforte, Amsterdam, Monaco, Parigi. Purtroppo, finora, Malpensa è ancora indietro rispetto agli altri!)
-Troppo poca intermodalità (anziché aumentare, la quantità di merce movimentata via treno è in diminuzione!)
-Troppi interporti, spesso inutili e semivuoti (ed inesistenti laddove ce ne sarebbe più bisogno, come a Milano, per esempio.)
Anche il Ministero dei Trasporti è troppo concentrato nell’affrontare i problemi di un solo settore: quello terrestre, dimenticando che il trasporto, in quanto tale, è anche mare, cielo e rotaia.”

Il Sottosegretario Bartolomeo Giachino, intervenuto al convegno, ha ascoltato con attenzione tutti gli interventi dei relatori, coordinati da Morena Pivetti del SOLE24ORE (da Biagio Bruni, che ci ha parlato dei problemi legati alle spedizioni “aeree”, ad Eugenio Muzio, che ci ha raccontato dei problemi della ferrovia; da Giulio de Metrio, che ci ha rincuorato riportandoci i dati in crescita di Malpensa, ad Emanuele Remondini, che ci ha fatto conoscere la grave crisi vissuta dal settore del trasporto terrestre. Interessantissimo anche l’intervento di Massimo Panagia: le compagnie marittime, più sono grosse e più perdono soldi. Forse vale la pena meditare sulla analoga situazione delle multinazionali del trasporto presenti in Italia: anch’esse continuano solo a perdere soldi! I problemi doganali ce li ha illustrati Stefano Morelli. Quelli legali, l’avvocato Fabio Toriello. Piero Luzzati, direttore generale di Confetra, ci ha spiegato il ruolo determinante di Confetra nel rapporto tra le molteplici associazioni di categoria ed il Ministero, mettendosi a disposizione per traghettare, novello Caronte, i problemi dal mondo reale al mondo della politica, spesso lontana da chi invece con le spedizioni ci vive e ci convive).

Il “sunto” è poi stato fatto da Fabrizio Dallari, Direttore del C-LOG dell’Università Carlo Cattaneo.
E’ lui che ha creato il nuovo termine per definire i vari componenti del trasporto: gli ORCHESTRATORI.
E lo spedizioniere può così essere equiparato al direttore d’orchestra.

A questo punto c’è stato il tanto atteso intervento di Giachino, per illustrare la posizione della politica ed il suo discorso (al quale ha dedicato quasi un’ora, nell’intento di affrontare e sviscerare tutti i problemi della categoria) si può così riassumere:
(1) grazie al Propeller, finalmente anche l’attività dello spedizioniere ha avuto un po’ di notorietà: forse è proprio questo che manca alla categoria, cioè la RAPPRESENTATIVITA’ nei rapporti con le forze politiche. Giachino sa benissimo come lo spedizioniere non sia solo intermediario ma coordinatore, ma questo punto va ribadito continuamente anche nei confronti del grande pubblico ad evitare che da parte di “altri” settori del trasporto (in particolare del mondo camionistico) lo spedizioniere venga visto solo come un passacarte che specula sul lavoro di altri.
(2) l’Italia ormai sa che la aziende manifatturiere sono destinate a sparire dal nostro territorio. La delocalizzazione è un dato di fatto e non si può pensare di cambiare la storia. Quindi dobbiamo puntare su due attività “alternative” ma vincenti: il turismo e la logistica. L’italia deve diventare il punto di entrata delle navi dal Far East (potrebbero sbarcare tutte le loro merci in Italia e noi potremmo curare la distruzione in Europa partendo dal basso, da Sud!). Per questo il Governo sta programmando le infrastrutture idonee.
(3) la discussione al tavolo del Ministero del trasporto verrà allargata anche a TRE rappresentanti scelti proprio dal Propeller, in rappresentanza così del mondo della spedizione ma anche delle piccole e medie imprese (ed il Presidente del Propeller ha immediatamente indicato Fuochi quale “primus inter pares”)
(4) per superare la situazione di crisi, le piccole e medie imprese devono pensare ad AGGREGARSI e per questo il Governo è pronto a valutare proposte idonee che non vogliono dire solo “incentivi” – anche se al mondo del trasporto camionistico sono stati dati incentivi per 750 milioni di euro! – ma idee concrete per far sì che anche i piccoli possano davvero crescere
(5) sicuramente da parte del Governo c’è una grande attenzione per un settore (quello del trasporto, appunto) che dimostra una grande vitalità al suo interno e che spesso, in passato, è stato visto solo per i problemi di una sola componente (quella “terrestre”). Il fatto stesso che il sottosegretario sia qui oggi ad ascoltare ed a valutare la situazione e le problematiche dell’intero mondo (sentendo tutte le “campane” come sul dirsi, per riallacciarsi all’immagine data, da Dallari, degli “orchestratori”) è già un notevole passo avanti

L’incontro “allargato” (previsto al punto “3”) è già stato fissato a Roma per il prossimo 2 marzo.
Insomma, sicuramente Giachino ha immediatamente fatto seguire alle parole i fatti.
Anche il pubblico ha partecipato attivamente alla discussione. Due interventi su tutti, entrambi “arrabbiati”: quello di Luca Castigliego (che si interroga sulla situazione “finanziamenti”: tutti i bandi per avere agevolazioni, sconti, benefici NON contemplano mai le aziende di spedizione e di logistica, ma si parla sempre e solo di trasporto camionistico. Per quanto poi riguarda le aggregazioni, ben vengano, ma sono necessari incentivi e/o detassazione soprattutto se si rilevano aziende altrimenti destinate alla chiusura) e quello di Carlo Pavone (possibile, chiede, che le multinazionali facciano la concorrenza a noi “piccoli” solo su base finanziaria: concedendo dilazioni di pagamento esagerate alla clientela anche per quelle voci – come i diritti doganali – che non producono alcun guadagno! Non si tratta, domanda, di concorrenza sleale?)
Continuate a seguirci: vi terremo informati!

Paolo Federici
(segretario del Propeller Club di Milano)

Convegno Propeller
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