messaggio da un “indagato”

ebbene sì, anch’io sono … finito nel registro degli indagati.
Mi ci hanno iscritto il 19 novembre 2008.
Perché?
Ah, davvero non lo so.
Nessuno mi ha mai scritto, nessuno mi ha mai convocato, nessuno mi ha mai interrogato, nessuno mi ha mai contestato alcunché.
E allora, cosa ci faccio là?
Me lo chiedo anch’io.
So solo che mi è arrivata una comunicazione dove si “chiede” (a chi? Al Giudice per le Indagini Preliminari …!) la proroga del termine di scadenza per le indagini (c’era un “termine di scadenza” lo scorso 3 gennaio 2010) di altri sei mesi così da portare la “nuova” scadenza al 3 luglio 2010.
Meno male che io non sono “famoso”, altrimenti mi immagino i titoloni sui giornali: “Paolo Federici indagato“.
Non ci resta che piangere (a me, però, lo dico sinceramente, viene da ridere!).
Paolo

P.S.: il reato riguarda l’art 595 commi 1 e 3 c.p.. Sono andato a cercarli su google:
Art. 595. – Diffamazione.
(1) Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032.
(2) Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065.
(3) Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516.
qualcuno, evidentemente, si è offeso per qualcosa che ho scritto? Poiché l’iscrizione nel registro degli indagati è avvenuta il 19 novembre 2008, deve trattarsi di qualche mio articolo scritto prima di tale data. Se volete divertirvi con la “caccia al tesoro”, accomodatevi!

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2 commenti

Archiviato in denuncia, giornalismo, giustizia, riflessioni

2 risposte a “messaggio da un “indagato”

  1. PaoloFederici

    dal Corriere di oggi:

    IL TRIBUNALE DI AOSTA: «NON È EQUIPARABILE A UN DIRETTORE DI GIORNALE»

    Il blogger è responsabile solo dei messaggi firmati da lui
    Le responsabilità di un blogger non sono le stesse di un direttore di un giornale. Riformando la sentenza di primo grado, la terza sezione della Corte di Appello di Torino (presidente-relatore Gustavo Witzel) si è così espressa confermando solo in parte la condanna nei confronti di un blogger aostano (Roberto Mancini, giornalista di 63 anni), difeso dall'avvocato Caterina Malavenda. All'imputato è stata inflitta una pena pecuniaria di 1.000 euro per diffamazione relativamente a due post da lui stesso firmati.Praticamente … ho già vinto la causa se e quando qualcuno (che per ora si nasconde) deciderà di farmela!Paolo

  2. PaoloFederici

    e sono passati tre mesi … e nessuno si è ancora degnato di dirmi per quale colpa sarei indagato!(beh, tre mesi solo dalla notifica! Dal "fatto" ne sono passi 18 … di mesi!)Ma anche se sapessi qualcosa di più, chissà se con la nuova legge sulle intercettazioni e le notizie da divulgare sui blog, io potrei dare notizie su di me!?Mah 

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