Tetti d’oro

l’amico Gianluca Spizzo ha fatto queste considerazioni:

ieri sera ero tranquillamente steso sul divano, quando una pubblicità mi ha fatto balzare in piedi: la pubblicità dei tetti fotovoltaici Beghelli, che in modo molto suggestivo venivano chiamati “tetti d’oro”, con tanto di scarica di monete da uno e due euro dalla presa di casa, quasi fosse diventata una slot-machine.

La cosa mi ha fatto imbestialire non poco, in quanto trattasi dell’ennesima sovvenzione di stato alle case produttrici a spese delle tasche dei contribuenti, e dimostra anche come, in tempo di crisi, un ambientalismo da strapazzo (in un Paese notoriamente privo di una seria cultura ambientale) stia rapidamente diventando la nuova gallina dalle uova d’oro per i furbetti.

Tanto per chiarire, un articolo sul “Sole 24 ore” del 13.01.2007, giornale che trovo ultimamente estremamente interessante e serio in ambito energetico, chiariva senza mezzi termini la questione: citando un lavoro dell’Università di Pisa, presentava una tabella con i costi stimati di produzione di energia elettrica per fonti, in centesimi di euro per kWh:

solare 14.0
olio combustibile 9.0
eolico 8.0
gas ciclo combinato 6.5
biomasse 6.0
carbone 5.5
nucleare 4.0
idroelettrico 2.5

Per l’olio combustibile, gas e carbone, veniva incluso il costo della carbon tax prevista dal protocollo di Kyoto; la stima bassa per il nucleare non prevede il costo dello smaltimento delle scorie. Tuttavia, quello che salta agli occhi è che il solare costa il doppio di quello che paghiamo in bolletta (circa 6-7 centesimi, tasse escluse, dato che l’Italia produce elettricita’ soprattutto dal gas a ciclo combinato).
Ma allora, come fa la Beghelli a dire che le monetine vengono giu’ dalla presa elettrica? Semplice: con le sovvenzioni di Stato. Quindi, i soldini che prendono quelli che si installano il tetto fotovoltaico, li mettiamo tutti noi in bolletta (c’e’ la voce sovvenzione delle energie rinnovabili, controllate pure).

Ma fino a quando funziona il giochino? Ovviamente, se tutti installano tetti fotovoltaici, non conviene piu’ a nessuno, perche’ allora a tutti la bolletta costa 14 centesimi a kWh, e non 6-7. Semplicemente, lo Stato continuera’ a sovvenzionare fino a che il numero di installazioni sara’ ragionevolmente basso. A quel punto, stop alle sovvenzioni: chi avra’ installato un impianto si trovera’ improvvisamente a pagare 14 centesimi, e non i 5-7 sovvenzionati, e siccome per un impianto fotovoltaico conta il numero di anni in cui l’impianto viene utilizzato, difficilmente chi ha installato guadagnera’ qualcosa, piu’ probabilmente andra’ in pari e basta.

Quindi alla fine, ci perde chi non installa nulla, perche’ vedra’ le bollette dell’elettricita’ salire per pagare le sovvenzioni a chi installa; chi installa, nel momento in cui finiranno le sovvenzioni dovra’ pregare Dio per andare in pari. Chi è allora che ci guadagna? Ovviamente, il signor Beghelli e i suoi amici, che venderanno un sacco di “tetti d’oro” a chi ci crede, e invece lui sì si fara’ i tetti d’oro…

E questo in barba all’ambiente… tenete conto che il costo del kWh è proporzionale all’energia investita nell’impianto, e costruire pannelli al silicio non è assolutamente poco costoso (dal punto di vista energetico ed economico), né poco inquinante.

Meditate, gente, meditate…

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1 Commento

Archiviato in economia, riflessioni, scoperte

Una risposta a “Tetti d’oro

  1. anonimo

    calcoli interessanti, ma abbastanza scorretti.Nulla di falso badi bene, si omettono solo alcune cose, si sottolineano altre e si pone l'accento dove si vuole.Non penso che volesse essere intenzionalmente scorretto, ma semplicemente un pochino superficiale.Due semplici temi sul quale sarebbe il caso di riflettere:- Un corretto calcolo dei costi, deve riguardare tutti i costi, anche quelli ambientali (…smaltire i rifiuti e bonificare le aree o rinunciare ad un loro diverso utilizzo hanno costi tutt'altro che lievi).- Deve far riferimento a previsione di breve, medio e lungo periodo (quanto costerà il petrolio tra venti anni? e l'uranio? Si fanno guerre tutt'altro che economiche per tali ragioni)salutirosgit@yahoo.it

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