Divide et Impera

ovvero …. la fine dell’associazionismo.
Fin dai tempi più antichi gli uomini hanno cercato di unire le forze, collaborare, sviluppare progetti comuni, aiutarsi gli uni con gli altri.
Nel medioevo nascevano le corporazioni delle arti e mestieri: lo scopo principale era quello di regolamentare e tutelare le attività degli appartenenti.
Nel nostro settore (come forse saprete, mi occupo di trasporti internazionali) esistono varie associazioni di categoria.
Qualche nome?
A.I.C.M. Associazione Italiana Consolidatori Marittimi “NVOCC”
AILOG Associazione Italiana di Logistica e di Supply Chain Management
AISEM Associazione Italiana Sistemi di Sollevamento, Elevazione, Movimentazione
AISICO Associazione Italiana per la Sicurezza della Circolazione
ALCE Associazione Ligure Commercio Estero
ANAMA Associazione Nazionale Agenti Merci Aeree
ANASPED Federazione Nazionale Spedizionieri Doganali
ANCANAP Associazione Italiana Cantieri Navali Privati
ANFIA Associazione Nazionale Fra le Industrie Automobilistiche
ANITA Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici
ANNA Associazione Nazionale Noleggiatori Autogru
ANPAN Associazione Nazionale Provveditori Appaltatori Navali
ASSAGENTI Associazione Agenti Raccomandatari Mediatori Marittimi Agenti Aerei
ASSOCARBONI Associazione Generale degli Operatori Carboni
ASSOCARRI Associazione Titolari Carri Ferroviari
ASSOCOMBI Associazione per il Trasporto Intermodale
ASSOLOGISTICA Associazione Italiana della Imprese di Logistica, Magazzini Generali, Terminal Operators Portuali, Interportuali ed Aeroportuali
ASSONAUTICA Associazione Nazionale per la Nautica da Diporto
ASSONAVE Associazione Nazionale Cantieri Navali Italiani
ASSOPORTI Associazione Porti Italiani
AUSITRA Federazione Italiana Imprese di Servizi
CISCO Council of Intermodal Shipping Consultants
CNA Confederazione Nazionale Artigianato
CO.ME.TRA. Comunità Mediterranea dei Trasporti
CONCARRELLI Consociazione Concessionari Carrelli
CONFETRA Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica
CONFITARMA Confederazione Italiana Armatori
CTE Consorzio Trasportatori Europei
FAI Federazione Autotrasportatori Italiani
FEDERAGENTI Federazione Nazionale Agenti Mediatori Marittimi
FEDERPESCA Federazione Nazionale delle Imprese di Pesca
FEDERTRASPORTO Federazione Nazionale dei Sistemi di Trasporto
FEDESPEDI Federazione Nazionale Spedizionieri
FEDIT Federazione Italiana Trasportatori
FERROSTRADA Federazione Nazionale Corrieri Ferrostradali
FIAP Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali
FISI Federazione Italiana Spedizionieri Industriali
FITA Federazione Italiana Trasportatori Artigiani
RINAVI Associazione Nazionale degli Industriali Riparatori Navali
SPEDIPORTO Associazione Spedizionieri Corrieri Trasportatori del Porto di Genova
SUNFER Associazione Utenti Noleggiatori Titolari Carri ferroviari Privati FS
UNIONE INTERPORTI RIUNITI
UNIONTRASPORTI
UNITAI Unione Imprese Trasporti Automobilistici Italiani
UCINA Unione Nazionale Cantieri Industrie Nautiche e Affini
WISTA Women’s International Shipping and Trading Association
Tra le attività associative c’è anche quella dello scambio di infomazioni.
Se viene promulgata una nuova legge che riguarda una particolare categoria, l’ufficio legale si fa parte diligente nell’informare gli associati.
Se viene sottoscritto un nuovo contratto di lavoro, l’ufficio sindacale provvede a trasmettere l’informazione ai membri.
Se la dogana stabilisce qualche nuova normativa o regolamente, l’ufficio doganale sarà quello che divulgherà l’informativa.
Se vengono sottoscritte convenzioni particolari (magari con qualche banca, oppure con qualche catena alberghiera, o anche con qualche gestore telefonico), queste saranno messe a disposizione degli associati.
Poi è arrivata l’ANTITRUST: per evitare che vengano presi accordi penalizzanti per la clientela, è stato cretao un “ente” apposito che deve vigilare.
Fin qui tutto bene.
Però, talvolta, si sfiora il ridicolo.
Se le autostrade aumentano i pedaggi … e la segreteria dell’associazione informa gli associati che i pedaggi sono aumentati e quindi consiglia di “adeguare” le tariffe, ecco che scatta il controllo del’ANTITRUST!
Se la Svizzera istituisce una “tassa” di transito, per cui tutti i camion che passano per la Svizzera dovranno pagare 100 euro in più per ogni viaggio e quindi l’associazione informa i suoi associati così che TUTTI possano, a loro volta, informare la clientela che i trasporti – via Svizzera – costeranno 100 euro in più, questo NON si può fare.
Non importa che TUTTI debbano pagare gli stessi 100 euro!
Secondo l’ANTITRUST, se tutti aumentano degli stessi 100 euro si tratta di un “cartello”.
Perseguibile per legge.
Riunirsi in commissione per dire: “cari signori, il transito è aumentato di 100 euro quindi è necessario avvisare i nostri associati” è possibile.
Riunirsi in commissione per dire: “cari signori, il transito è aumentato di 100 euro quindi è necessario avvisare i nostri associati affinché, a loro volta, aumentino di 100 euro” NON è possibile.
Così facendo cosa succede?
Che, non essendoci una disposizione UFFICIALE e valida per tutti … qualcuno adeguerà le proprie tariffe applicando l’aumento dei 100 euro.
Qualcuno invece, temendo di “perdere” del lavoro … non aumenterà le proprie tariffe, così da mettere in seria difficoltà i propri bilanci (a furia di assorbirsi nuovi “costi” e di lavorare in perdita, un solo futuro è possibile: quello del fallimento!).
Qualcuno preferirà “tagliare” altrove i maggiori costi (magari licenziando del personale, o chiudendo qualche filiale!).
Tutto perché se c’è un aumento di 100 euro che TUTTI devono pagare, diventa illegale pensare che TUTTI lo possano “far” pagare.
E quei 100 euro (che TUTTI, pagandoli, dovrebbero – a loro volta – far pagare ai propri clienti) diventano un nuovo strumento di concorrenza SLEALE (dove chi ha maggiore forza finanziaria può permettersi di perdere sempre di più … sperando – così facendo – di far chiudere l’attività ai concorrenti. Per poi rifarsi quando la concorrenza non esisterà più per il semplice motivo che saranno in tanti ad aver chiuso baracca e burattini).
La domanda (ovvia) è dunque: a cosa serve far parte di un’associazione quando i benefici NON esistono, le tutele neanche ed anzi si rischia (come è recentemente successo all’associazione della quale anch’io faccio parte) di trovarsi indagati da parte del’Antitrust?
Solo per aver cercato di “girare” alla clientela i maggiori costi sopportati per continuare a fare il mestiere dello spedizioniere?
Intanto il Ministero dei Trasporti decide (per legge) le tariffe che i camionisti dovranno far pagare.
In questo caso (strano, ma vero) non esiste illegalità e l’Antitrust (almeno, quello italiano!) non interviene.
Così noi (spedizionieri) siamo tra l’incudine ed il martello: dobbiamo pagare gli aumenti (decisi per legge) ma non possiamo ribaltarli pari pari alla clientela, altrimenti ci multano.
Dura la vita dello spedizioniere, vero?
Paolo

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1 Commento

Archiviato in economia, riflessioni, Trasporti

Una risposta a “Divide et Impera

  1. anonimo

    PAOLO!
     
    PUNTUALE, GRAFFIANTE, PRECISO, COME SEMPRE!
     
    SE GLI SPEDIZIONIERI FOSSERO UN PO’ PIU’ NOI E NON SOLO TANTI SINGOLI IO, LA VITA LAVORATIVA NON SAREBBE PIU’ CONSEGUENZA DI QUEL PEZZO DI MELA CHE E’ RIMASTO A TUTTI NEL GOZZO …. E DA CASTIGO DI DIO DIVERREBBE L’ELEVAZIONE DELLA PROFESSIONALITA’, A TUTTO VANTAGGIO ANCHE DELLA QUALITA’ DI VITA NON LAVORATIVA DEGLI ADDETTI NELLE CASE DI SPEDIZIONE, DEI CLIENTI, LORO DIPENDENTI ECCETERA.
     
    ALL’ANTITRUST LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA POTREBBERO ANDARE A PARLARE ….. SPIEGANDO ….. FACENDO CAPIRE CHE (A PURO TITOLO DI ESEMPIO) LE TARIFFE MNISTERIALI PER I CAMIONISTI SONO ….. TROVA TU L’AGGETTIVO …… MENTRE IL SALVARE DAL FALLIMENTO GLI SPEDIZIONIERI E’ UN DOVERE DI TUTTE LE ISTITUZIONI, ANTITRUST COMPRESA …………… E POI, SICCOME GLI SPEDIZIONIERI GENERALMENTE SONO DELLE PMI, ADESSO CHE TUTTI SI RIEMPIONO LA BOCCA CON STA STORIA CHE LE PMI VANNO AIUTATE …. PERCHE’ SONO LA SPINA DORSALE DELL’ITALIA (MA VA’! …. PRIMA LE PMI ERANO LE NEGRIERE DELLA SITUAZIONE, SENZA STATUTO DEI LAVORATORI ….. AFFAMATRICI DELLE FAMIGLIE ITALIANE …… SCHIAVIZZANTI DEI DIPENDENTI CHE FACEVANO LAVORARE SPESSO ANCHE AL SABATO – ADESSO I DIPENDENTI DELLE   N O N   PMI NON LAVORANO NEANCHE IL LUNEDI’ PERCHE’ DI LAVORO GHE NE’ MINGA – MA CHE PERO’ LI PAGAVANO ……) …. NON SAREBBE IL CASO CHE IL SIGNOR ANTITRUST CI PENSASSE SOPRA PER DAVVERO, ANZICCHE’ GUARDARE SOLO DELLE FREDDE, ASETTICHE, INUMANE E FUORVIANTI CIFRE? …………. E SE ANCHE LE PMI COMINCIASSERO, PERCHE’ PERDONO, A LICENZIARE?
     
    FORSE NON FAREBBERO NOTIZIA COME TERMINI IMERESE (CHI VEDE UN LICENZIATO? …. DUE LICENZIATI) … MA I DISOCCUPATI SAREBBERO PER STRADA ASSIEME AGLI ALTRI  ……….. E QUANTE FAMIGLIE IN PIU’ SAREBBERO ROVINATE? ………………….
     
    NO, INVECE IN ITALIA, TUTTI STI IO BALLANO IL MINUETTO, SENZA MAI TROVARE UN PUNTO DI CONTATTO FISICO, DI COLLABORAZIONE, BUON SENSO, O GIURIDICO CHE SIA ………….
     
    MA COSA SUCCEDERA’? AGLI ALTRI NON LO SO …. A ME INVECE …………….
     
    CHI SCRIVE HA DECISO: QUESTO MESTIERE NON LO SENTO PIU’ MIO E DOPO 51 ANNI VADO VERAMENTE IN PENSIONE, CHI VUOLE LA BIZETA SPEDIZIONI SI FACCIA AVANTI ….. CHE NE PARLIAMO!
     
    A CHI RESTA, UN MESSAGGIO: CONSOCIATEVI! ……….. CONSOCIATEVI! …………. FATE DI NECESSITA’ VIRTU’ ….
     
    METTETEVI IN UNO, DIECI, CENTO, MILLE ED ANDATE A PARLARE CON CHI BUTTA FUORI ARIA FRITTA DALLA BOCCA PARLANDO DELLE PMI.
     
    CIAO.
    GIOVANANGELO BUCCELLONI, DETTO BUCC

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