QUIS CUSTODIET CUSTODES?

L’AGENZIA DELLE DOGANE enfatizza il suo ruolo di “servizio all’economia”, assicurando il celere e corretto svolgimento delle attività imprenditoriali.
Ed infatti …
Quis custodiet custodes, dicevano i latini: chi controlla i controllori?
Sappiamo tutti che la dogana ha il compito di controllare e su questo non ci piove.
Se però ci sono svariati containers pronti all’imbarco e la dogana “ferma” la spedizione in quanto vuole controllare … la domanda sorge spontanea: chi paga?
Chi paga il mancato imbarco?
Chi paga le spese per aprire, scaricare, ricaricare, chiudere i containers?
Chi paga le conseguenze del ritardo?
Beh, in un Paese normale, se un’autorità (doganale) decide di fare un controllo dovrebbe essere la comunità (quindi lo Stato!) a pagare.
Altrimenti ci troveremmo nell’imbarazzante situazione per cui UNA PARTITA DI MERCE che non viene controllata ha un prezzo … mentre UNA ANALOGA PARTITA DI MERCE che viene controllata “dovrebbe” essere venduta ad un prezzo superiore.
Ma non è di questo che voglio parlarvi.
Va bene: il “controllo” e le spese relative fanno parte del rischio imprenditoriale, quindi che esporta (o chi importa, insomma chi ha a che fare con la Dogana) sa che possono insorgere delle spese “extra”.
Però il caso che intendo sottoporvi è ben altro:
il 27 aprile 2009 sono stati introdotti nel porto di Catania 15 containers che dovevano essere imbarcati per la Cina.
Il 7 maggio 2009 ne sono stati introdotti altri 24, sempre per la stessa tipologia di merce e per la stessa destinazione.
Il 12 maggio (quindi 16 giorni DOPO che era stata presentata la prima bolla di esportazione) la Dogana disponeva il controllo della merce.
Il 19 maggio (quindi 22 giorni DOPO che era stata presentata la prima bolla di esportazione) la Dogana redigeva il verbale disponendo gli esami qualitativi inerenti la corretta attribuzione del codice doganale.
Da allora, nonostante innumerevoli solleciti, la Dogana non ha più dato notizie degli sviluppi, così i containers sono TUTTORA fermi (dopo sette mesi! Quindi dopo oltre 200 giorni!) in attesa di conoscere le decisioni dei “controllori”.
Sapete cosa ha risposto la Dogana all’ennesima lettera di richiesta di chiarimenti inviata dal proprietario della merce?
“gli uffici doganali hanno il diritto di procedere ad ispezioni e controlli … e detti controlli POSSONO RICHIEDERE TEMPI PIU’ O MENO LUNGHI per essere diligentemente espletati”
In fondo, finora quella quarantina di containers ha maturato “solo” 500.000 euro di spese di sosta e giacenza!
E che sarà mai!?
Il proprietario delle merci intende portare in Tribunale la Dogana chiedendo il rimborso dei danni.
Come finirà?
Ai posteri l’ardua sentenza
Paolo Federici
p.s.: è fuor di dubbio che nel panorama economico internazionale tutti gli Stati sono consapevoli che “tempi minori” non vuol dire solo “costi minori” ma anche e soprattutto maggior competività.
Nella realtà l’esempio sopradescritto denuncia in maniera inconfutabile che l’atteggiamento delle Agenzia delle Dogane provoca un accumulo di ritardi con aggravio di costi e con conseguente perdita di competitività nei confronti degli altri Stati Europei e provoca altresì una immancabile “distorsione dei traffici”,il tutto con grave pregiudizio per il “sistema-paese”.
Ma forse il vero obiettivo è il raggiungimento dei risultati prefissi.
Alla faccia degli italiani, che sono un po’ pre-fessi!

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2 commenti

Archiviato in denuncia, Trasporti

2 risposte a “QUIS CUSTODIET CUSTODES?

  1. Riccardo

    Salve, a seguito di reimpatrio definitivo in Italia, ho caricato le mie due auto comprate negli Stati Uniti in un container insieme ad alcune masserizie e le ho spedite al porto di Livorno.
    Prima della spedizione mi sono sincerato di aver capito bene i passaggi da fare scrivendo all’Agenzia delle Dogane di Livorno e poi al Terminal Darsena Toscana per le operazioni portuali e di apertura container. Quando il container e’ arrivato (lo scorso 29 Dicembre) sono iniziati i problemi. All’inizio mi e’ stato detto che invece del modello A22 dovevo richiedere alla Dogana l’IM4. Ma questo va richiesto per forza da uno spedizioniere (non e’ possibile da un privato). Quindi ho dovuto parlare con altre persone della Dogana a cui ho spedito tutti i documenti ed infine con lo spedizioniere (uno disposto a farmi il servizio documentale senza obbligarmi ad acquistare gli altri servizi portuali di presa in consegna, trasporto, apertura e scarico del container; che voglio fare io). Nel frattempo i 5 giorni di sosta in franchigia sono passati. Ma la pratica poteva essere conclusa l’ultimo giorno, o forse con un solo giorno di ritardo se uno dei dirigenti della dogana non avesse deciso all’ultimo momento di affidare il mio fascicolo ad un’altra collega, che non si e’ mai occupata del mio caso e che sta in ferie fino al 7 gennaio. Qual’e’ il motivo di affidare tutte le mie carte ad una persona che sta in ferie, visto che ci sono almeno 3 persone in dogana che sanno gia’ tutto della mia spedizione? Risultato: se sono “fortunato” (se lo saro’) andro’ comunque a pagare pu’ di 500 euro di spese che si potevano evitare.

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