l’Italia è in Europa, sì o no?

è arrivato il momento che una decisione (una!) venga presa dal nostro governo: siamo un Paese facente parte dell’Europa, sì o no?

Che ce lo dicano, una buona volta!

Per ora continuano ad agire contro le direttive europee senza rendersi conto che, così facendo, ci stanno emarginando.

(1) in Europa c’è la legge che prevede il pagamento delle fatture entro un massimo di 30 giorni. Sarebbe una manna per le aziende italiane … se anche l’Italia la “recepisse”, invece niente (Perché? Elementare Watson, perché il primo cattivo pagatore è proprio lo Stato Italiano. E perché le grosse aziende – ad esempio FIAT – non sentono il problema: loro incassano SUBITO quando vendono le loro auto e se i fornitori li possono pagare a babbo morto, hanno solo da guadagnarci! Quindi, mettendo insieme STATO e GROSSE AZIENDE … è chiaro che il loro interesse cozza contro l’interesse di tutte le altre aziende, anche se le “ALTRE AZIENDE” sono l’assoluta maggioranza!)

(2) in Europa si può sdoganare in qualunque porto di entrata delle merci e se l’azienda NON risiede nello stesso Stato del Porto, basta nominare un rappresentante fiscale. Operazione semplicissima in Olanda o in Germania. Praticamente impossibile in Italia. Questa ed altre “complicazioni” doganali esistenti solo in Italia fanno sì che nel nostro Paese si effettuino 13 milioni di operazioni doganali contro i 60/80 milioni di Germania e Olanda. Eppure quanto a lunghezza delle coste e numero dei porti … ne abbiamo certamente di più noi

(3) adesso si sono inventati la SCHEDA DI TRASPORTO: una illogicità tutta italiana che servirà solo a rendere ancora più difficile il trasporto camionistico in Italia.

(4) l’ultima chicca è di questi giorni: per combattere le contraffazioni legate al marchio (il cosiddetto “MADE IN”) sta per essere varata una norma solo italiana.

Aggiornamento normativo – 28 luglio 2009 – “Made in Italy” – Disegno di Legge 1195-B

Il Senato della Repubblica ha definitivamente approvato il testo del Disegno di Legge n. 1195-B concernente le “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”.

Il testo non è ancora stato pubblicato, tuttavia è verosimile che ciò avverrà nell’agosto 2009 ed è quindi opportuno esaminare già oggi quanto in esso indicato.

Il legislatore, fra gli altri, ha modificato le norme del codice penale in materia di lotta alla contraffazione ed in tema di apposizione dell’indicazione “Made in” sui prodotti.

In particolare, dopo la modifica dell’articolo 4 comma 49 della L. 350/2003, è previsto che costituisca “fallace indicazione”

l’uso di marchi di aziende italiane su prodotti o merci non originari dell’Italia ai sensi della normativa europea sull’origine senza l’indicazione precisa, in caratteri evidenti, del loro Paese o del loro luogo di fabbricazione o di produzione, o altra indicazione sufficiente ad evitare qualsiasi errore sulla loro effettiva origine estera

Le sanzioni per l’apposizione sulle merci del solo marchio italiano, ovvero di indicazioni fuorvianti per il consumatore, di cui al reato ex articolo 517 c.p. vengono inasprite prevedendo la pena della reclusione fino a due anni ela multa di EUR 20.000,00.

Il Disegno di Legge inoltre stabilisce che:

Le false e le fallaci indicazioni di provenienza o di origine non possono comunque essere regolarizzate quando i prodotti o le merci siano stati già immessi in libera pratica

Nel caso dunque di sequestro di prodotti privi di marcatura conforme alle norme sopra citate si dovrà rispondere del reato di cui al 517 c.p. senza poter successivamente regolarizzare la merce e rientrarne in possesso.


Quale sarà il “risultato” oggettivo di una tale norma? Che le merci fuggiranno ulteriormente dai nostri porti per essere sdoganate altrove. Sia chiaro, la lotta alla contraffazione è giustissima, ma va fatta tutti insieme. Se in tutta Europa la lotta la fa solo l’Italia, significa che se gli importatori sdoganano in Olanda piuttosto che in Spagna o Germania possono farla in barba a tutti. Poi se la merce verrà venduta in Italia verrà sequestrata (ammesso che ci sia un controllo), mentre se viene venduta in Spagna o Germania o in qualsiasi Paese Europeo … NO

Chiediamo allora di BLOCCARE temporaneamente questa norma solo italiana, in attesa che venga recepita da tutta la comunità Europea (allora sì che avrà senso la norma!) altrimenti una marea di importatori andranno a sdoganare nei paesi Europei, dove, oggi come oggi, gli sdoganamenti di merce anche destinata all’Italia sono gia facili da fare.

Sta di fatto che chi (come noi) opera nel settore dell’import/export, continua a perdere lavoro … grazie alle intuizioni einsteniane dei nostro governanti.

Qui non si tratta di chiedere aiuti al Governo: si tratta solo di NON trovarsi sempre e solo ad avere i bastoni tra le ruote.

Con quale altro problema “creato” nella sala dei bottoni dovremo confrontarci domani?

Paolo Federici

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