lo spedizioniere? C’è chi lo vorrebbe far sparire!

leggo sul Messaggero Marittimo il testo della lettera che il presidente nazionale di Trasporto Unito, Franco Pensiero, e il segretario generale, Maurizio Longo, hanno inviato nei giorni scorsi al ministro Matteoli sui nodi irrisolti della questione autotrasporto.
Il passaggio “chiave” è questo: “Abbiamo proposto alcune misure strutturali in ordine: alla garanzia del credito ovvero ai tempi massimi di pagamento delle fatture; al riconoscimento effettivo ed elementare dei costi di produzione dei servizi; ad un banale divieto sulla intermediazione pura; ad una politica più incisiva nei confronti del cabotaggio stradale.”
Quella frasetta buttata lì a casaccio “divieto sulla intermediazione” nasconde una volontà ben precisa. Quella di far sparire la categoria degli spedizionieri!
Il concetto è: “se la Pirelli – faccio un nome a caso – deve trasportare merce da Milano a Roma, dovrà rivolgersi ad una società di AUTOTRASPORTO e non ad uno SPEDIZIONIERE. Questo per evitare che lo SPEDIZIONIERE agisca da intermediario rivolgendosi lui alla società di AUTOTRASPORTO facendo sì che tra la somma pagata dalla Pirelli e quella incassata dall’autotrasportatore, venga estrapolata la commissione per lo spedizioniere”
E’ un ragionamento che, preso a se stante, non fa una grinza.
Allo stesso modo dovrebbero sparire le agenzie di viaggio, la società di architettura, i commercialisti e – perché no? – gli avvocati.
Insomma tutti quelli che operano nell’intermediazione tra le parti.
Già quindi questa richiesta dell’autotrasporto è opinabile, ma quello che al Ministero si ostinano a non capire è che la Pirelli – sempre per rifare lo stesso esempio – non ha solo merce da portare a Roma, ma ha anche merce da portare in Cina o in Australia, per spostare la quale servono sì i camion ma solo per arrivare al porto (per le spedizioni via mare) o all’aeroporto (per quelle via aerea).
Ecco, secondo l’idea di fondo degli autotrasportatori, se c’è bisogno di camion il contratto va fatto con un autotrasportatore.
E allora? Chi si occupa poi della “spedizione” in Cina o in Australia? Dell’imbarco su una nave o del carico su un aereo? O magari del trasferimento della merce su un treno?
E’ lo stesso discorso (che ho già fatto altre volte) della differenza – dovendo costruire una casa – tra affidarsi ad un architetto oppure ad un muratore.
Il muratore è senz’altro una pedina insostituibile nella catena “edilizia” (come l’autotrasportatore lo è nella catena del trasporto) ma immaginare la sparizione degli architetti perché così i muratori potranno dialogare direttamente con i committenti, non mi sembra la soluzione.
Insomma, così come i muratori dovrebbero vedere negli architetti degli alleati, dei procacciatori d’affari, dei soci con i quali sviluppare l’edilizia, allo stesso modo gli autotrasportatori dovrebbero capire che gli spedizionieri sono dallo loro parte e non “contro” di loro.
E se una Pirelli, avendo migliaia di trasporti da far gestire, NON potrà certo fare singoli contratti con centinaia di piccoli autotrasportatori, ma dovrà cercare GROSSE AZIENDE DI TRASPORTO da contrattualizzare domandiamoci: CHI potrà essere un migliore datore di lavoro per padroncini e piccole aziende di autotrasporto? Uno spedizioniere (che gestisce trasporti non sono terrestri, ma anche marittimi, aerei e ferroviari) oppure una grossa azienda di autotrasporto con centinaia di propri camion?
Alla fine, quando gli autotrasportatori (le migliaia di piccole aziende e/o di padroncini!) apriranno finalmente gli occhi, si accorgeranno che i loro “amici” sono gli spedizionieri, mentre la vera concorrenza ce l’hanno all’interno della loro associazione, dove le grosse società di autotrasporto la fanno da padrone.
Paolo Federici
(vorrei anche aggiungere che pensare di ottenere il “riconoscimento effettivo ed elementare dei costi di produzione” sarebbe una grande cosa. Anche a me piacerebbe poterci arrivare, quando “vendo” i miei servizi. Ma al mondo le cose vanno diversamente: c’è la libera concorrenza ed i “prezzi” subiscono l’andamento del mercato, la legge della domanda e dell’offerta, la forza delle multinazionali e la globalizzazione. Pensare di poter “guadagnare” per legge è, semplicemente, anacronistico. Quello che bisogna fare è rimboccarsi le maniche senza aspettare sempre e solo gli aiuti dall’alto.)

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1 Commento

Archiviato in Trasporti

Una risposta a “lo spedizioniere? C’è chi lo vorrebbe far sparire!

  1. Stranoforte

    caspita, stanotte non dormo.

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