alla ricerca della madre perduta!

Stabat Materil sogno di Cecilia è solo uno: ritrovare la propria mamma. Non le importa conoscere il “perché” di quell’abbandono (Cecilia, appena nata, è stata lasciata in un convento), non le importa sapere che tutte le piccole ospiti di quell’ “ospitale” condividono la sua stessa sorte, non le importa vivere in uno stato di ansia perenne alla ricerca di una verità che, probabilmente, non scoprirà mai. Là, fuori dal convento, cè una realtà diversa ed è in quella realtà che vive la mamma di Cecilia. Qui, dentro il convento, sta avendo la meglio la pazzia: Cecilia vede la morte, le parla, se la fa amica. Intanto scrive lettere struggenti alla madre, vivendo una doppia vita: violinista di giorno, scrittrice di notte. E se la sua attività di violinista si mescola con quella del più famoso compositore della sua epoca, Antonio Vivaldi, è la sua attività di ricerca della madre perduta a condizionare la sua vita. Un libro tristissimo, ma questa ormai sembra essere la caratteristica principale dei premi Strega.
Paolo Federici

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