peso el tacòn del buso

leggo su IL SOLE 24 ORE di oggi (12 giugno 2009): ALLARME SPEDIZIONIERI – CASSA INTEGRAZIONE NEL 10 PER CENTO DELLE SOCIETA’
Quell’articolo mi porta a fare DUE semplici considerazioni:
(1) se il 10 per cento delle società ha chiesto la cassa integrazione, significa che almeno una analoga percentuale (se non superiore) è invece definitivamente passata dalla vita alla morte (leggi fallimento!). E credo di essere stato ottimista. Senza contare tutta quella marea di persone che perdono il lavoro SENZA avere il paracadute della cassa integrazione (contratti a progetto NON rinnovati, CO.CO.CO., collaborazioni “saltuarie” portate avanti per anni ma adesso non più!).
(2) che i traffici siano in calo è un dato di fatto. Quindi se l’intera “torta” dei trasporti mondiali è calata del 35 per cento (circa) è OVVIO che ogni azienda che si occupa di trasporti abbia registrato un calo di una percentuale analoga. E quindi come reagiscono le aziende a questa situazione? RIDUCENDO I PREZZI! Matematicamente parlando la cosa è assurda. Insomma se la RIDUZIONE del 35 per cento dei volumi … comporta una RIDUZIONE del fatturato, degli utili e quindi anche del personale (ed ecco dunque i problemi legati a cassa integrazione e fallimenti) … la RIDUZIONE dei prezzi non fa che aggravare la situazione. Ma gli italiani, si sa, sono tutti furbi. Ognuno pensa: “se io riduco i prezzi prendo più lavoro e quindi posso recuperare quel 35 per cento di volumi che ho perso per colpa della crisi!”. Però quel “qualcosa in più” che può ottenere un operatore del trasporto RIDUCENDO il prezzo … è un “qualcosa in meno” per un altro suo concorrente, il quale, per evitare di perdere il lavoro, dovrà, a sua volta, ridurre i prezzi. Alla fine avremo che ognuno resterà con i volumi che aveva in passato (ridotti, per colpa della crisi, del 35 per cento) però con l’aggravio delle riduzione dei prezzi di vendita, che, evidentemente, renderà la crisi ancora più grave. Peso el tacòn del buso (Peggio il rattoppo del buco, si dice in Veneto.)

Finché non la smetteremo “egoisticamente” di andare sempre e solo alla caccia del prezzo più basso, la situazione non cambierà.
Se vogliamo che l’economia si riprenda c’è un solo mezzo per farlo: AUMENTARE PREZZI E SALARI. Ci sarà più denaro in circolo e la crisi sarà presto dimenticata. Altrimenti il “buco nero” sarà sempre più profondo, fino a che ci risucchierà tutti
Paolo Federici

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