Voi tagliate? Noi assumiamo!

continuiamo a risparmiare …!?
Eppure la matematica non dovrebbe essere un’opinione!
Provo a spiegarmi: il denaro va messo in relazione (ah, il buon caro vecchio Marx) solo ed esclusivamente con il lavoro. Non si paga una qualcheCOSA, si paga sempre qualcUNO.
Quando si dice che la scuola COSTA (dico una cifra a caso) 1.000.000 di euro, è perché c’è un tot di persone che si dividono questo milione di euro. Che siano gli insegnanti, oppure i fornitori della scuola (chi gli vende la cancelleria, ad esempio. Oppure chi imbianca le aule. O magari chi cura il giardino) alla fine sono sempre ESSERI UMANI che raccolgono quei soldi. E se i professori sono pagati direttamente, i dipendenti dei fornitori sono pagati indirettamente. La scuola paga l’azienda appaltatrice e l’azienda paga gli uomini.
Tutti questi esseri umani che alla fine si dividono quel milione di euro, hanno in comune una cosa: useranno quei soldi per qualcosa (fare la spesa, pagare il mutuo, comprarsi l’abbigliamento).
Anche in questo caso i soldi, passando di mano, finiranno al supermercato (che li userà per pagarci i suoi dipendenti), alla banca (che ci pagherà i suoi), al negozio di abbigliamento (che pagherà le commesse)
Insomma, i soldi non si fermano alla COSA (se anche comprate un diamante – che di per sè è solo un sasso luminoso! – pagate un gioielliere, che userà quei soldi per fare la spesa, pagare il mutuo, comprarsi l’abbigliamento)
E’ vero, c’è sempre un surplus che rimane nelle tasche del proprietario del supermercato, dell’azionista della banca, del titolare del negozio d’abbigliamento e/o della gioielleria.
Ma quei soldi, tenuti fermi, non hanno motivo di essere: verranno usati per comprare qualcosa (che sia un immobile o titoli, alla fine finiranno nelle mani di qualcun altro … che, a sua volta, li userà).
Pensare di TAGLIARE i costi, cosa sognifica?
Che gli insegnanti riceveranno MENO soldi, quindi avranno MENO soldi da spendere per fare la spesa, pagare il mutuo, comprarsi l’abbigliamento.
Che i fornitori della scuola riceveranno MENO soldi, quindi avranno meno soldi per pagare i propri dipendenti, i quali – a loro volta – avranno meno soldi per fare la spesa, pagare il mutuo, comprarsi l’abbigliamento
Quindi i supermercati incasseranno di meno, così come le banche avranno meno “liquidità” ed i negozi di abbigliamento dovranno licenziare le commesse.
E così – la ruota continua a girare – l’economia andrà sempre peggio.
Immaginiamo che la moda del TAGLIARE i costi arrivi a TAGLIARE TUTTO
Cosa succederebbe?
Che TUTTI gli insegnanti non avrebbero più una lira (anzi, un euro!) da spendere per fare la spesa, pagare il mutuo, comprarsi l’abbigliamento.
Quindi TUTTI i dipendenti dei supermercati, delle banche e dei negozi di abbigliamento dovrebbero essere licenziati e quindi, a loro volta, passerebbero nell’esercito di persone che non hanno più soldi da spendere per fare la spesa, pagare il mutuo, comprarsi l’abbigliamento.
La stessa situazione la stiamo vivendo nelle aziende. Infatti ci sono DUE tipi di aziende:
(1) quelle (soprattutto le multinazionali) che per riportare i bilanci in utile TAGLIANO posti di lavoro, creando disoccupazione e facendo crescere il numero delle persone che non avranno più soldi da spendere per fare la spesa, pagare il mutuo, comprarsi l’abbigliamento
(2) quelle (soprattutto le PMI = Piccole Medie Imprese) che puntano sugli investimenti, l’innovazione, l’allargamento del numero dei dipendenti, la creazione – quindi – di nuovi posto di lavoro, andando ad aumentare il numero di coloro che, da oggi in poi, potranno avere più soldi da spendere per fare la spesa, pagare il mutuo, comprarsi l’abbigliamento
Veniamo dunque allo Stato.
Secondo voi, per ripianare i suoi conti, quale strada dovrebbe percorrere?
Quella del creare più disoccupazione (insomma, se si tagliano posti di lavoro, si crea disoccupazione … o no? ) oppure quella del creare NUOVI posti di lavoro?
La risposta mi sembra troppo ovvia per doverla discutere.
Dove sta l’inghippo?
Che per CREARE nuovi posti di lavoro senza tagliare quelli esistenti, servono PIU’ soldi. Se un’azienda può incassare più soldi aumentando il giro d’affari, aprendosi su nuovi mercati, creando nuovi prodotti … lo Stato può solo AUMENTARE gli introiti (leggi TASSE!).
Ahi ahi ahi, direte voi: eccolo, l’ultimo comunista che non crede al libero mercato e vuole solo farmi pagare più tasse di quelle che già pago!
No, signori: è proprio il libero mercato quello che ha fallito (la bolla speculativa alla quale abbiamo assistito ha impoverito tutto il mondo) e continuare a seguire il libero mercato vuol dire approvare la politica delle multinazionali fatta solo di TAGLI al personale.
L’alternativa c’è ed è “VOI TAGLIATE? NOI ASSUMIAMO” … e dovrebbe essere la filosofia di uno Stato che davvero si preoccupa dei suoi cittadini.
Lo sapete che su 210 miliardi di tasse dirette pagate lo scorso anno, ben 155 sono state pagate dai dipendenti e dai pensionati?
Lo sapete che l’evasione stimata e di 200 miliardi?
Allora non c’è bisogno di AUMENTARE le tasse per AUMENTARE gli introiti: basta far pagare le tasse agli evasori!
Anzi, potendo incassare i 200 miliardi “evasi”, si arriverebbe all’assurdo che si potrebbero AZZERARE le tasse a dipendenti e pensionati (quindi rinunciando a 155 miliardi) avendo, alla fine, un risultato positivo di ben 45 miliardi di euro PIU’ DI QUANTO NON SI INCASSI ADESSO.
Ecco che non ci sarebbe più bisogno di TAGLIARE posti alla scuola, o fondi alla sanità … anzi, lo Stato potrebbe tornare ad assumere, creare posti di lavoro e migliorare l’economia del nostro paese.
E’ comunismo questo?
Beh, se questo “comunismo” vi fa paura, continuate a lavorare per le multinazionali finché non vi avranno spremuto per bene e gettato in mezzo ad una strada come già stanno facendo con centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo
Auguri!
Paolo

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