come si predispone un “tariffario” professionale

nel nostro settore (trasporto con container, via nave) esistono almeno tre modi per predisporre il proprio tariffario:
(1): si calcolano tutti i costi di un container (posizionamento, thc, nolo, addizionali). Si suddivide il “costo” totale per la media di 25 metri cubi (quelli che ci stanno in un container da 20′ box). Si aggiunge al risultato un margine del 10 per cento … e voilà, ecco pronto il prezzo di vendita.
(2): si “trafugano” le tariffe dei concorrenti. Si copiano “decurtando” un 5/10 per cento, per garantire dei prezzi più competitivi … e voilà, ecco pronto il prezzo di vendita.
(3): si chiede al cliente “cosa vuoi pagare?”. Poi si predispone un tariffario sulla base delle richieste del cliente … e voilà, ecco pronto il prezzo di vendita.
Secondo voi, quale sarà la scelta adottata da un’azienda seria?
Noi abbiamo optato per la “busta” numero 1!
“Ma il mercato …” mi sento dire.
“Bisogna andare incontro al mercato …” si ribadisce.
“Eh, ma tu sei caro … gli altri fanno pagare di meno”
Che dire? Auguri …!
Se la matematica non è un’opinione, basta saper aspettare.
Lavorare per perdere dei soldi (e le opzioni “2” e “3” possono portare solo a quello) non mi sembra il massimo della vita.
Ai posteri l’ardua sentenza.
Paolo

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Archiviato in economia, riflessioni, Trasporti

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