A TITOLO GRATUITO – Articolo semiserio sul secondo mestiere più antico del mondo

ricevo e … pubblico:

Nei giorni scorsi ho partecipato ad una riunione “tecnica” tra gli Imprenditori Lombardi del trasporto merci ed i rappresentanti delle istituzioni, associazioni e del Governo preposti a definire quelli che sono stati individuati come “alcuni nodi da sciogliere”.
I nodi, a parere di molti, sono in realtà una matassa da guinness dei primati. Mi ricordo di un solerte raccoglitore di elastici che, grazie ad una pazienza certosina ed 1 milione di pezzi ha costruito una matassa di 2 metri di diametro. Lui ci ha impiegato 10 anni, i nostri dirigisti “solo” 7. Voi direte, abbiamo vinto noi. Vi dirò, abbiamo proprio vinto noi.
La materia prima non è però costituita da comuni elastici, ma leggi che si impicciano con gli emendamenti che fanno nascere dei decreti i quali subiscono le sentenze che vengono emesse da eminenze grigie normalmente dedite all’ Ortocoltura. E’ in serra, infatti, che hanno conosciuto i progenitori della Riforma dell’autotrasporto di merci.
In serra è noto che il prodotto coltivato può essere consumato in loco, quindi senza quei fastidiosi trasporti, con quei brutti cosi di ferro portati da un assassino che si diverte a guidare 18 ore al giorno altrimenti non arriva a casa per cena, pardon … LA cena.
Poi, fortunatamente è intervenuto, a dipanare la matassa, il rappresentante di Confidustria. Ci voleva ! Un illuminato parere, un intervento pieno di informazioni a noi sconosciute. Finalmente abbiamo saputo degli incentivi per l’autotrasporto erogati a pioggia, del dirigismo, della liberazione dell’accesso alla professione, degli sconti sui pedaggi autostradali ottenuti con blocchi selvaggi e che sono costati decine di centinaia di migliaia di euro agli spedizionieri. Porc… chi glielo dice che eravamo quasi tutti spedizionieri.
Perchè al volontario che parlerà con questo Signore, toccherà dirgli che il dirigismo lo subiamo, l’accesso alla Nostra professione (quella dello spedizioniere intendo) è identico a prima e che noi le autostrade ed il gasolio le paghiamo come tutti.
E per fortuna non siamo autotrasportatori, che grazie alla liberalizzazione dell’accesso alla “loro” professione, saranno decimati a sciami interi da qui a 6 mesi.
La stessa sera ho sognato la stessa riunione, con lo stesso Rappresentante che, avendo invitato una trentina di imprenditori dell’industria manifatturiera, salito su una roccia sulle sponde del lago di Tiberiade, (o forse era il lago di Como) predicava loro: “Non pensiate che i prezzi di trasporto ottenuti con i ricatti tipo … ”mi hanno fatto di meno” possano nel medio e lungo termine portarVi beneficio. I prezzi troppo bassi che Voi pagate sono gli stessi che portano ai blocchi, quello che non vi viene tolto oggi, vi sarà tolto, in odio, domani. La regolamentazione delle spese per la sosta l’avete voluta voi, perchè non si può mettere una persona allo scarico dove ne servono 5. Un automezzo fermo otto ore ad aspettare che l’unico mulettista sia disponibile costa almeno 500€ al giorno. Quanti mulettisti avreste pagato, quanti posti di lavoro avreste creato, quanti incidenti avreste risparmiato, quanti danni alle vostre merci avreste evitato con 500€ al giorno.
Se poi i camion in attesa sono 10 al giorno, allora la mia calcolatrice non ha numeri abbastanza.”
Poi, finalmente, una luce nel buio. Un Avvocato, un vero azzeccagarbugli delle spedizioni. Un professionista dello sbugiardo pubblico.
“Udite popolo, l’unico documento ufficiale è il TELEX. Ve lo ricordate? quello che fa ding ding ding. Quello che solo la metà dei presenti, per sincerata vetustà, si ricorda cos’è. E’ l’unico che vi dirà che la data è certa.”
Ebbene sì … la data certa sul contratto è il nuovo dogma , la panacea di tutti i mali, presenti e futuri.
Io commissiono al mio vettore di Bari un trasporto il lunedì. Fisso un appuntamento col notaio (in alternativa posso anche comprare un telex), convoco il mio vettore, appongo la firma, registro il contratto, lo consegno al vettore che lo custodisca sul mezzo, lo lascio tornare a Bari, se tutto fila liscio il venerdì e poi olè … le mozzarelle sono tutte scadute.
L’avvocato è perentorio. Il timbro postale non è valido, l’e-mail men che meno, poi non parliamo del telefax, che quello si può contraffare come si vuole. “Ho detto, o vi comprate due telex (uno di quà ed uno di là) o andate dal notaio”.
“Scusi … e le mozzarelle?”
“Uffa che barba. Avete proprio bisogno del dirigismo. Dobbiamo proprio dirvi tutto noi. TRASPORTATE SOLO MOZZARELLE A LUNGA CONSERVAZIONE. e che caspita!”
L.T. per “LA MAGA“

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